Museo Diocesano Tridentino

Museo Diocesano Tridentino Nel cuore della città, contempla le collezioni del Museo, ammira la città dalla Torre Civica e scopri la Basilica paleocristiana sotto il Duomo.✨

Questa settimana ci spostiamo in Val Lagarina, a Brancolino di Nogaredo, per scoprire la chiesa della Beata Vergine Mari...
19/03/2026

Questa settimana ci spostiamo in Val Lagarina, a Brancolino di Nogaredo, per scoprire la chiesa della Beata Vergine Maria ⛪️

Piccola ma ricca di storia, la chiesa è attestata già nel Duecento e nel 1514 venne donata dalla famiglia Lodron ai frati minori conventuali di Sant’Antonio, che la amministrarono fino all’Ottocento.

✨ L’aspetto attuale si deve soprattutto agli interventi della seconda metà del Seicento: tra il 1640 e il 1652 fu costruita la ca****la laterale dedicata a Sant’Antonio, mentre tra il 1672 e il 1673 l’interno venne completamente rinnovato con un ricco apparato decorativo.

🎨 Le pitture, commissionate da Francesco Nicolò e Paride Lodron ed eseguite dai bresciani Pompeo Ghitti e Pietro Antonio Sorisene, trasformano lo spazio in un elegante scrigno barocco, dove architettura e decorazione dialogano in modo armonioso.

🍃 Di particolare interesse sono anche i due altari di bottega lombarda, realizzati nella seconda metà del Seicento e impreziositi da scagliole con vivaci motivi naturalistici, che arricchiscono ulteriormente l’atmosfera della chiesa.

Oggi vi portiamo nella Trento del 1630, attraverso uno dei dipinti più antichi che mostrano la città 🖼️Sullo sfondo, la ...
17/03/2026

Oggi vi portiamo nella Trento del 1630, attraverso uno dei dipinti più antichi che mostrano la città 🖼️

Sullo sfondo, la piazza del Duomo si presenta con le caratteristiche urbane della prima metà del XVII secolo:
• la roggia a cielo aperto che separava il sagrato della cattedrale dall’area destinata alla vita cittadina
• il ponticello con le statue dei patroni Santi Vigilio e Massenza che consentiva l’attraversamento del canale
• la loggia comunale addossata alla torre
• la scalinata costruita dopo il 1574 per raggiungere la sala che ospitava i tribunali della città.

In primo piano vediamo San Francesco d’Assisi in adorazione del Crocifisso, simbolo di devozione e protezione durante la peste.

Se volete scoprire di più sul Santo e come la sua immagine si è trasformata nel tempo, vi aspettiamo alla conferenza gratuita:
📍 Giovedì 19 marzo 2026, ore 17.30
“San Francesco, un’immagine in movimento”
Con Lorenza Liandru, storica dell’arte

🎨 Opera: Ignoto pittore trentino, San Francesco d’Assisi in adorazione del Crocifisso e veduta di piazza Duomo a Trento, 1630

Oggi vi portiamo nell’antica contrada Borgonuovo, il quartiere che attraversa via Mazzini 👇🏼Il borgo, menzionato già dal...
13/03/2026

Oggi vi portiamo nell’antica contrada Borgonuovo, il quartiere che attraversa via Mazzini 👇🏼

Il borgo, menzionato già dalla seconda metà del XII secolo, si trovava fuori dalla cinta muraria, e fu per secoli luogo di approdo di immigrati, nobili, artigiani e mercanti, i quali ottennero la pienezza dei diritti civici con l’allargamento medievale della cinta muraria.

Oggi, lungo via Mazzini, possiamo ancora leggere le tracce di quel passato: all’angolo con la Prima Androna di Borgo Nuovo, ad esempio, si conserva una pietra incisa con la data 1648: “Il primo aprile 1648 fu cominciata questa opera et fu compita Adì 11 detto”.

Proseguendo invece verso ovest si apre via degli Orti, dove sopravvivono un tratto di mura urbane – privo però dei merli – inglobate nelle case vicine, e una torretta neoromanica d’inizio Novecento. Poco dopo l’inizio della via, l’insegna del “Ristorante all’antico Orso Grigio di Trento” ricorda il luogo dove, dalla metà dell’Ottocento agli anni ‘20 del nostro secolo, era attivo il teatro dell’Orso grigio: vi si davano operette, spettacoli di varietà e nel post annessione ospitò l’elefante Joly definito “il più grande del mondo”.

🎞️ Foto © Museo Diocesano Tridentino e Provincia autonoma di Trento

🎨  Questa settimana il nostro viaggio ci porta in Val di Non, a Castelfondo, per scoprire la chiesa di San Nicolò ⛪️La c...
12/03/2026

🎨

Questa settimana il nostro viaggio ci porta in Val di Non, a Castelfondo, per scoprire la chiesa di San Nicolò ⛪️

La chiesa, nata probabilmente nel XIV secolo come semplice ca****la, acquisì maggiore importanza dopo il 1420, quando la vicina pieve di Santa Maria fu gravemente danneggiata durante gli scontri tra le truppe dell’arciduca del Tirolo e il feudatario del castello, Enrico di Rottemburgo. Nel corso del Cinquecento l’edificio venne completamente riedificato, assumendo in gran parte l’aspetto che conserva ancora oggi.

All’esterno spiccano la facciata a ripidi spioventi, il rosone lapideo e il campanile con la slanciata cuspide ottagonale in scandole di larice, elementi che caratterizzano il profilo della chiesa nel paesaggio del paese.

🎨 Da qui proviene una piccola scultura lignea oggi custodita al museo: un angelo databile all’ultimo quarto del Quattrocento.

La statuetta, che probabilmente reggeva in origine uno strumento musicale, faceva parte di una grande macchina d’altare oggi smembrata e dispersa. Il suo linguaggio figurativo richiama quello di Michael Pacher, attivo soprattutto in Alto Adige: è possibile quindi che l’opera sia giunta a Castelfondo da un altro contesto, attraverso vicende ancora non del tutto chiarite.

10/03/2026

Come si “legge” un dipinto del Cinquecento?
Con calma, e guardando i dettagli 👇🏼

L’Incoronazione della Madonna e santi è un dipinto realizzato nel 1583 da Paolo Naurizio per l’altare della famiglia Trapp, nella cattedrale di Trento.

La composizione è organizzata in due registri: in alto l’incoronazione della Vergine da parte della Trinità, tra angeli e nuvole; in basso i santi legati alla devozione della famiglia committente.
Al centro domina la figura di San Vigilio, patrono della diocesi, affiancato dai tre martiri d’Anaunia, mentre ai lati compaiono i santi protettori dei Trapp: Orsola, Osvaldo, Giacomo Maggiore e Dorotea.

Più che per i suoi valori formali, l’opera è significativa per il suo forte contenuto devozionale e simbolico, che celebra la Chiesa di Trento attraverso la figura di Vigilio e dei martiri locali.

Opera: Paolo Naurizio, Incoronazione della Madonna e santi, 1583

06/03/2026

Lo sapevate che nel centro storico di Trento esisteva un intero quartiere che oggi non c’è più? 👇🏼

Fino agli anni ’30, proprio dove si trova l’attuale piazza Cesare Battisti, si sviluppava il rione del Sass, un fitto intreccio di vicoli, case, rogge e fossati, tra cui il caratteristico Fossato del Simonino.

Quest’ultimo era uno degli scorci più suggestivi e popolari della città vecchia, fatto di porticati, androni e piazzette, come la “piazeta dei spazzacamini”.

Tra il 1935 e il 1937 l’intero quartiere venne demolito per realizzare la moderna piazza. Lo sventramento cancellò un tessuto urbano stratificato nei secoli, sostituendolo con un nuovo spazio regolare, in linea con l’urbanistica del tempo.
Del Fossato del Simonino restano oggi solo fotografie e documenti, ma per secoli è stato parte della vita quotidiana della città.

Conoscevate questa parte scomparsa di Trento?

🎨  Tra le case di Cusiano, in Val di Sole, quasi a ridosso della strada del Tonale, sorge la chiesa di Santa Maria Madda...
05/03/2026

🎨

Tra le case di Cusiano, in Val di Sole, quasi a ridosso della strada del Tonale, sorge la chiesa di Santa Maria Maddalena ⛪

Documentata già nel 1368, l’edificio attuale risale al XV secolo. La facciata a capanna è affiancata dal campanile con monofore e cuspide ottagonale; l’interno, a navata unica, è coperto da una volta reticolata con nervature in pietra realizzate nel Cinquecento da maestranze comasche.

Il vero tesoro è però sulle pareti: affreschi databili tra la fine del Quattrocento e il secolo successivo, attribuiti a Giovanni e Battista Baschenis. Per secoli rimasero nascosti sotto uno scialbo seicentesco, finché tra il 1910 e il 1938 furono riscoperti e restaurati.

Dietro l’abside si apre la ca****la di San Rocco, semplice e suggestiva, aperta su tre lati da arcate sostenute da colonne.

Da questa chiesa proviene anche una pianeta bianca oggi conservata al museo, di manifattura tirolese (primo quarto del Seicento), ricamata con fiori policromi - garofani, iris e melograni - e una scena figurata sullo stolone posteriore. Tessuti come questo, realizzati probabilmente in ambito conventuale, imitavano i modelli più preziosi diffusi nell’area alpina.

Nel 2025 il Museo Diocesano Tridentino ha registrato circa 62 mila ingressi.È il valore più alto mai rilevato.Questo dat...
04/03/2026

Nel 2025 il Museo Diocesano Tridentino ha registrato circa 62 mila ingressi.

È il valore più alto mai rilevato.

Questo dato riflette un lavoro quotidiano che si sviluppa su molti livelli: la cura e la conservazione delle collezioni, la progettazione di nuove proposte culturali, le attività di studio e ricerca, l’attenzione rivolta ai diversi pubblici e l’impegno nella comunicazione e nella valorizzazione del patrimonio.

Ogni visita è per noi un segno di fiducia e, allo stesso tempo, uno stimolo a proseguire con serietà e responsabilità in questo percorso.

A tutte e a tutti voi va il nostro sincero grazie 🥰

Cosa si nasconde sotto quei “bendaggi”? 🩹🎨Qualche mese fa vi avevamo annunciato l’avvio del restauro della Madonna di Be...
03/03/2026

Cosa si nasconde sotto quei “bendaggi”? 🩹🎨

Qualche mese fa vi avevamo annunciato l’avvio del restauro della Madonna di Besagno. Oggi possiamo raccontarvi una delle scoperte più importanti emerse finora.

La scultura, realizzata tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, nel corso dei secoli era stata avvolta in cartone e stoffa, applicati per tenerla insieme dopo i danni subiti. Prima di rimuoverli, però, era fondamentale capire cosa si conservasse sotto.

Per questo è stata eseguita una radiografia. Il risultato? Una sorpresa positiva: la struttura lignea è integra e la tecnica costruttiva è ancora perfettamente leggibile. Questo ci permette ora di procedere con la rimozione delle aggiunte successive, riportando alla luce la scultura nella sua forma più autentica.

Il restauro è ancora in corso, ma passo dopo passo la Madonna di Besagno sta tornando a raccontare la sua storia, una storia rimasta nascosta per oltre cinque secoli!

Seguiteci per scoprire i prossimi sviluppi 🔎

27/02/2026

Entrare a Trento, per secoli, significava attraversare una porta.🚪

La città era racchiusa da una cinta muraria costruita in più fasi: una prima cerchia romana, rinforzata nell’alto medioevo, poi ampliata tra X e XIII secolo per includere i nuovi quartieri sorti fuori dalle mura più antiche.

Gli accessi principali erano quattro: porta San Martino, a guardia del porto fluviale e del Dazio; porta Santa Croce, detta anche Veronese o d’Italia, rivolta verso sud e difesa dal Fersina; porta San Lorenzo, presso il ponte omonimo; e porta dell’Aquila, ancora oggi conservata.

La più antica è la Porta Veronensis, l’ingresso monumentale alla Tridentum romana, i cui resti sono ancora oggi visibili nel sottosuolo della Torre Civica. Proprio in questi mesi si discute della sua riapertura al pubblico, prevista entro il 2026.

Tra Ottocento e primo Novecento gran parte delle mura venne demolita o inglobata nelle nuove costruzioni. Oggi restano solo tracce, spesso poco riconoscibili, ma per oltre mille anni è da qui che si entrava in città!

📌 Tutti gli appuntamenti di marzo da segnarti in agenda!🎶 Ultimi tre concerti serali della rassegna Note al Museo.🎨  Un ...
26/02/2026

📌 Tutti gli appuntamenti di marzo da segnarti in agenda!

🎶 Ultimi tre concerti serali della rassegna Note al Museo.

🎨 Un percorso sulle figure femminili nella storia cristiana, tra arte, simboli e testimonianze

🎤 Inizia un nuovo ciclo di conferenze, con un primo appuntamento dedicato a San Francesco

🪵 Un incontro di approfondimento sulla scultura lignea offre l’opportunità di scoprire più da vicino tecniche e interventi conservativi

🎨 Per le famiglie sono in programma due attività creative, una sulla Festa del Papà e una sulla Pasqua

🌃 Non mancano infine le esperienze per ammirare la città da punti di vista inediti: tornano le salite alla cantoria del Duomo e le visite alla Torre Civica, sia di giorno sia in versione serale, per scoprire Trento sotto una nuova luce.

📌 Info: https://bit.ly/mdn-calendarioattività
Vi aspettiamo 🥰

Per il   di oggi andiamo nel 1630, anno in cui una terribile epidemia di peste colpì la città di Trento. 🦠Lo stendardo c...
24/02/2026

Per il di oggi andiamo nel 1630, anno in cui una terribile epidemia di peste colpì la città di Trento. 🦠

Lo stendardo che custodiamo in museo, opera di un pittore trentino rimasto anonimo, è una testimonianza visiva drammatica di quel periodo. In basso si osserva un lazzaretto allestito fuori dalle mura cittadine, nell’area che oggi conosciamo come lo stadio Briamasco: botti usate come rifugi per i malati, roghi accesi per bruciare i corpi e un piccolo altare per la preghiera.

🏰 Sullo sfondo vediamo le alte mura merlate, il ponte ligneo di San Lorenzo che, attraversando l’Adige, collega la città all’omonima basilica. A destra del ponte si distingue invece Torre Vanga, ancora dotata del tetto che venne eliminato verso la fine dell’Ottocento.

☁️ In alto, tra le nubi, San Vigilio e San Rocco (protettore contro le epidemie) si rivolgono alla Madonna annunciata, indicando con la mano le sofferenze del popolo trentino.

Indirizzo

Piazza Duomo, 18
Trento
38122

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Sabato 10:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Domenica 10:00 - 13:00
14:00 - 18:00

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