Museo Archivio Reale Mutua

Museo Archivio Reale Mutua Un viaggio nella grande storia d’Italia attraverso gli occhi della Mutua torinese Il Museo è pet-friendly.
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INGRESSO GRATUITO
Comprensivo di visita guidata
previa prenotazione al numero +39 011 431 2320

Accessibile a persone con disabilità.

Un weekend per scoprire Palazzo Biandrate con Open House Torino 📆 Sabato 6 e domenica 7 giugno, ore 19.00📍 Museo Archivi...
04/06/2026

Un weekend per scoprire Palazzo Biandrate con Open House Torino
📆 Sabato 6 e domenica 7 giugno, ore 19.00
📍 Museo Archivio Reale Mutua

Per un weekend all'anno, Open House Torino apre le porte di luoghi solitamente inaccessibili, invitando a riscoprire da vicino la ricchezza dell'architettura e del paesaggio urbano.
Quest'anno torniamo ad accogliere i visitatori nelle sale auliche di Palazzo Biandrate: un percorso che attraversa ambienti di grande valore storico e architettonico, dove storia, architettura e memoria si intrecciano e prendono forma.

Ingresso gratuito su prenotazione: scrivici a [email protected] o chiama il numero 011.4312320.

Antonella Lattanzi per la Notte degli Archivi📆 Venerdì 5 giugno, ore 19.00📍 Museo Archivio Reale MutuaApriamo la nostra ...
01/06/2026

Antonella Lattanzi per la Notte degli Archivi
📆 Venerdì 5 giugno, ore 19.00
📍 Museo Archivio Reale Mutua

Apriamo la nostra rassegna estiva con il reading di Antonella Lattanzi, che presenta "Il Posto", un racconto inedito scritto per la Notte degli Archivi di Archivissima, il festival che ogni anno ci accompagna alla scoperta delle piccole e grandi storie custodite negli archivi.

"Il Posto" è il racconto della nostra collana "La Notte degli Archivi" per quest'anno: due donne, due epoche, lo stesso luogo di lavoro. Una assunta in Reale Mutua negli anni Venti, l'altra negli anni Sessanta. Lo stesso "posto", ogni volta diverso. Una storia che porta con sé una domanda: cosa vuol dire, per una donna, trovare il proprio posto nel lavoro, nella casa, nel mondo?

Ingresso gratuito su prenotazione: scrivici a [email protected] o chiama il numero 011.4312320.

Oggi avrebbe 136 anni. E l'edificio che ha cambiato l'architettura civile italiana è ancora in piedi, a pochi passi da p...
22/05/2026

Oggi avrebbe 136 anni. E l'edificio che ha cambiato l'architettura civile italiana è ancora in piedi, a pochi passi da piazza Castello.

22 maggio 1889: ad Iglesias nasce Armando Melis de Villa. Figlio di un ingegnere, cresce in una famiglia abituata a ragionare con i numeri e a leggere le strutture del mondo. Nel 1909 si trasferisce a Torino per studiare al Politecnico. La guerra interrompe tutto. Si laurea in Architettura nel 1920.

Comincia nello studio di Pietro Betta, poi avvia una collaborazione con l'ingegner Giovanni Bernocco che durerà decenni. I due lavorano in modo complementare: Melis pensa la forma, Bernocco risolve la struttura. Un inizio discreto, quasi domestico, per chi stava per cambiare il profilo della città.

Nel 1933 firmano la sede della Società Reale Mutua Assicurazioni in via Corte d'Appello: quattro piani fuori terra, con una struttura portante in armatura metallica saldata. Il primo edificio civile in Italia costruito con questa tecnica, importata dall'America in un Paese che ancora edificava secondo i metodi di sempre.
Chi passeggiava in via Corte d'Appello poteva ammirare quei tre pannelli luminosi che trasformavano la facciata in un'opera quasi metafisica nella notte torinese, un faro di modernità. La facciata in stile Novecento non lasciava intuire nulla di quello che stava dentro: un'anima d'acciaio, invisibile e rivoluzionaria. Un edificio che dall'esterno parlava la lingua della città, e dall'interno anticipava qualcosa che Torino non aveva ancora visto.

Melis non si ferma all'architettura costruita: fonda la rivista "Urbanistica" nel 1932, dirige "L'Architettura Italiana" fino al 1945, insegna al Politecnico. Costruisce anche le parole con cui un'intera generazione impara a guardare la città.

Si spegne nel 1961. Il palazzo è ancora lì, e con lui quella scommessa silenziosa su una Torino capace di reggere il peso di qualcosa di nuovo.
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Foto: lo skyline di Torino dal palazzo Melis-Bernocco in costruzione.

Quest'estate il Museo Archivio Reale Mutua torna ad aprire le sue porte alla città.Da giugno a settembre, gli spazi di P...
18/05/2026

Quest'estate il Museo Archivio Reale Mutua torna ad aprire le sue porte alla città.

Da giugno a settembre, gli spazi di Palazzo Biandrate ospitano musica dal vivo, performance e incontri, grazie alle collaborazioni consolidate e alle nuove sinergie nate nel tempo con Archivissima, Open House Torino, Accademia Corale Stefano Tempia ETS, Fondazione Piemonte dal Vivo, Lingotto Musica, Teatro Regio Torino, Alchimea.

Un programma di performance di alto valore artistico, per vivere il Museo come spazio di incontro e condivisione. Scopri tutti gli appuntamenti!

📍 via Garibaldi 22, Torino
📞 011.4312320
📩 [email protected]
Ingresso gratuito o omaggiato da Reale Mutua su prenotazione.

👉 https://museorealemutua.org/page3.php?id=40

Nei manifesti pubblicitari degli anni Trenta, la madre era il simbolo per eccellenza di protezione e rifugio. Un'immagin...
10/05/2026

Nei manifesti pubblicitari degli anni Trenta, la madre era il simbolo per eccellenza di protezione e rifugio. Un'immagine potente, radicata nella cultura del tempo: la famiglia come porto sicuro e la figura materna al suo centro.

Tanti auguri a tutte le mamme ❤️
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Foto: Manifesto illustrato da Mario Bianchi, utilizzato su gadget diffusi attraverso le Agenzie Reale negli anni Trenta. Il tema della famiglia era al centro della sua opera: la figura materna, in una società in cui incarnava l'idea stessa di focolare e rifugio, diventava il simbolo naturale di protezione.

"I feriti non hanno bandiera." Quando Henry Dunant scrisse questa frase, stava costruendo qualcosa che non esisteva anco...
08/05/2026

"I feriti non hanno bandiera." Quando Henry Dunant scrisse questa frase, stava costruendo qualcosa che non esisteva ancora.

Era il giugno del 1859 e Dunant si trovava in Lombardia per tutt'altri motivi: doveva incontrare Napoleone III per una questione di affari. A Solferino, però, non c'era modo di distogliere lo sguardo: Francia e Piemonte da un lato, Austria dall'altro, quarantamila feriti su un campo di battaglia lungo pochi chilometri. La battaglia era durata meno di un giorno, ma il campo che lasciava dietro di sé sarebbe rimasto per settimane: corpi, fango e il silenzio pesante di chi non aveva più forze per chiamare aiuto.

Nessuna struttura era in grado di raccoglierli tutti, nessun sistema organizzato di soccorso esisteva ancora. Solo la popolazione locale si mobilita aprendo case e chiese a chiunque non riuscisse più a reggersi in piedi, indipendentemente dalla bandiera sotto cui aveva combattuto.

Dunant rimase lì giorni. Coordinò i soccorsi e osservò tutto quello che il buon senso avrebbe voluto non vedere. E quando tornò a Ginevra portò con sé qualcosa di impossibile da lasciare indietro: la convinzione che quello che aveva visto non dovesse ripetersi e che evitarlo fosse una questione di organizzazione, non di utopia.
Nel 1862 pubblicò “Un souvenir de Solférino”, in cui affermava un principio che sembrava ovvio solo a posteriori: chi è ferito in guerra smette di essere nemico e ha diritto alla cura, senza distinzioni.

L'anno dopo nasceva il Comitato Internazionale della Croce Rossa. Nel 1864, dodici nazioni firmavano la prima Convenzione di Ginevra. Nel 1901, Dunant riceveva il Nobel per la Pace.

Oggi, 8 maggio, è la Giornata Mondiale della Croce Rossa e anche il giorno in cui Dunant è nato, nel 1828.
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Foto: Diploma d’onore alla Società Reale Mutua da parte della Croce Rossa Italiana, 10 febbraio 1916

Una bomba esplode a Chicago nel 1886 e il mondo del lavoro non è più lo stesso.Il 1 maggio di quell'anno, negli Stati Un...
01/05/2026

Una bomba esplode a Chicago nel 1886 e il mondo del lavoro non è più lo stesso.

Il 1 maggio di quell'anno, negli Stati Uniti, viene indetto uno sciopero generale per rivendicare un diritto che oggi diamo per scontato: la giornata lavorativa di 8 ore. Le proteste durano tre giorni e culminano con il massacro di piazza Haymarket, dove una bomba lanciata durante il corteo uccide 7 poliziotti e 4 civili, lasciando un'eco che arriva fino a noi.

Quattro anni dopo, nel 1890, la Francia celebra per la prima volta la Festa dei Lavoratori e da quel momento il primo maggio diventa la data in cui quasi tutto il mondo si ferma a ricordare quella lotta, con l'eccezione degli Stati Uniti, che festeggiano il Labor Day a settembre.

Lo slogan era nato in Australia pochi anni prima: "Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire." Una rivendicazione che aveva la chiarezza delle cose essenziali e che metteva al centro un'idea ancora oggi non scontata, ovvero che il lavoro dovesse servire a vivere, non il contrario.

In Italia la celebrazione arriva nel 1889, ma durante il fascismo viene spostata al 21 aprile, in coincidenza con il Natale di Roma. Con la Liberazione torna al suo posto, anche se il 1947 porta subito una ferita nuova: a Portella della Ginestra, in Sicilia, durante una manifestazione vengono uccise 11 persone per mano della banda di Salvatore Giuliano.

Il Primo Maggio raccoglie tutto questo: le conquiste di chi è venuto prima e le domande ancora aperte su cosa significhi oggi lavorare con dignità.
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Foto: le lavoratrici e i lavoratori che hanno fatto parte della nostra storia.
Buon Primo Maggio.

27/04/2026

Quante volte entri in un museo e scopri qualcosa che non ti aspettavi?
Al Museo Archivio Reale Mutua succede più spesso di quanto pensi.

Vienici a trovare, l'ingresso è gratis!

📍Museo Archivio Reale Mutua
Via Garibaldi, 22 - 10122 Torino

Cosa resta di un paese dopo che il fuoco ha finito?Nel 1840, Sallanches è un paese di legno. Case e botteghe di legno, i...
19/04/2026

Cosa resta di un paese dopo che il fuoco ha finito?

Nel 1840, Sallanches è un paese di legno. Case e botteghe di legno, in vie strette dove il legno tocca altro legno. Un paese fiorente, costruito sulle manifatture della Savoia.

È la sera del 19 aprile quando dalla casa di un parrucchiere si alza un bagliore. Il vento del Nord lo prende e lo trasforma in un incendio.

In pochi minuti l'Hotel Belle-Vue non c'è più. Le fiamme saltano da un tetto all'altro. Jacques Pissard, armaiolo del paese, dirà che il fuoco andava da una casa all'altra con la rapidità del fulmine e il rumore di una tempesta. Gli abitanti lottano per quaranta minuti, poi scappano: chi con gli abiti in fiamme, chi portando sulle spalle qualcuno che non riesce a correre.
Mouthon si muove controcorrente. Rientra tra le fiamme. Torna. Rientra ancora: porta in salvo più di trenta persone. Poi crolla ai margini della strada, ferito e ustionato, mentre il suo paese brucia fino alle fondamenta.

I tizzoni arrivano fino a Megève. Alle 20:30 il fuoco si placa. Delle strade di Sallanches resta quasi niente: il municipio è distrutto, centinaia di case sono ridotte ad un mucchio di cenere. Gli abitanti vagano sotto un cielo ancora carico di fumo.

La notizia attraversa le Alpi e arriva a Torino. Giuseppe Giulio Lorenzo Henry, Direttore Generale di Reale Mutua, parte per Sallanches di persona.
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Foto: Un incendio come quello che devastò Sallanches il 19 aprile 1840. Undici edifici, tra cui il Municipio, erano assicurati con Reale Mutua. Al suo ritorno dal sopralluogo, il Direttore Generale Henry propose una sottoscrizione anche per le famiglie che non lo erano.

11 aprile 1921, Pittsburgh.Dentro il Motor Square Garden, Johnny Dundee e Johnny Ray si fronteggiano per un match destin...
11/04/2026

11 aprile 1921, Pittsburgh.
Dentro il Motor Square Garden, Johnny Dundee e Johnny Ray si fronteggiano per un match destinato a chiudersi in parità. Nessun vincitore, nessun ko. Eppure quella sera cambia qualcosa.

Per la prima volta, uno sport viene raccontato in diretta radiofonica. La voce è quella di Florent Gibson, l'emittente è KDKA. Da quel momento, lo sport smette di essere solo qualcosa da vedere: diventa anche qualcosa da ascoltare.

La formula funziona. Pochi mesi dopo tocca al baseball, poi al rugby e al calcio in Europa. In Italia si comincia con l'equitazione: il Gran Premio di Milano del 1927, raccontato dall'ex campione Alfredo Gianoli. Si arriva al calcio l'anno seguente, con Italia–Ungheria 4-3 commentata da un cronista ventunenne della Gazzetta dello Sport, Giuseppe Sabelli Fioretti.

La radiocronaca sportiva cresce in fretta. E con lei cresce anche tutto quello che le sta intorno: le troupe, le attrezzature, la logistica.
Il 22 maggio 1958, durante quella che sarebbe diventata "la tappa della tempesta" del Giro d'Italia, una bufera si abbatte su Mondovì. Telecamere, microfoni, strumenti tecnici: tutto a rischio. Per fortuna, il Comitato locale aveva pensato anche a questo e aveva stipulato una polizza per proteggere l'intera tappa. Quella che vediamo in questa foto.

La tappa la vince Sabbadin, contro ogni pronostico. Il resto lo racconta questa polizza.
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Foto: Per tutelarsi dal maltempo, il Comitato della V Tappa del Giro d'Italia del 1958 assicura l'evento presso la Compagnia.
Nel documento si legge: "la Società risarcirà alla Contraente l'importo assicurativo di un milione di lire se dalle 13.30 alle 15.30 del 22 maggio 1958 dovesse cadere una quantità di pioggia di mm. 2 o più".

Indirizzo

Via Garibaldi 22
Turin
10122

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 18:00
Martedì 10:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 18:00
Sabato 10:00 - 18:00
Domenica 10:00 - 18:00

Telefono

+390114312320

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