22/05/2026
Oggi avrebbe 136 anni. E l'edificio che ha cambiato l'architettura civile italiana è ancora in piedi, a pochi passi da piazza Castello.
22 maggio 1889: ad Iglesias nasce Armando Melis de Villa. Figlio di un ingegnere, cresce in una famiglia abituata a ragionare con i numeri e a leggere le strutture del mondo. Nel 1909 si trasferisce a Torino per studiare al Politecnico. La guerra interrompe tutto. Si laurea in Architettura nel 1920.
Comincia nello studio di Pietro Betta, poi avvia una collaborazione con l'ingegner Giovanni Bernocco che durerà decenni. I due lavorano in modo complementare: Melis pensa la forma, Bernocco risolve la struttura. Un inizio discreto, quasi domestico, per chi stava per cambiare il profilo della città.
Nel 1933 firmano la sede della Società Reale Mutua Assicurazioni in via Corte d'Appello: quattro piani fuori terra, con una struttura portante in armatura metallica saldata. Il primo edificio civile in Italia costruito con questa tecnica, importata dall'America in un Paese che ancora edificava secondo i metodi di sempre.
Chi passeggiava in via Corte d'Appello poteva ammirare quei tre pannelli luminosi che trasformavano la facciata in un'opera quasi metafisica nella notte torinese, un faro di modernità. La facciata in stile Novecento non lasciava intuire nulla di quello che stava dentro: un'anima d'acciaio, invisibile e rivoluzionaria. Un edificio che dall'esterno parlava la lingua della città, e dall'interno anticipava qualcosa che Torino non aveva ancora visto.
Melis non si ferma all'architettura costruita: fonda la rivista "Urbanistica" nel 1932, dirige "L'Architettura Italiana" fino al 1945, insegna al Politecnico. Costruisce anche le parole con cui un'intera generazione impara a guardare la città.
Si spegne nel 1961. Il palazzo è ancora lì, e con lui quella scommessa silenziosa su una Torino capace di reggere il peso di qualcosa di nuovo.
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Foto: lo skyline di Torino dal palazzo Melis-Bernocco in costruzione.