11/04/2026
11 aprile 1921, Pittsburgh.
Dentro il Motor Square Garden, Johnny Dundee e Johnny Ray si fronteggiano per un match destinato a chiudersi in parità. Nessun vincitore, nessun ko. Eppure quella sera cambia qualcosa.
Per la prima volta, uno sport viene raccontato in diretta radiofonica. La voce è quella di Florent Gibson, l'emittente è KDKA. Da quel momento, lo sport smette di essere solo qualcosa da vedere: diventa anche qualcosa da ascoltare.
La formula funziona. Pochi mesi dopo tocca al baseball, poi al rugby e al calcio in Europa. In Italia si comincia con l'equitazione: il Gran Premio di Milano del 1927, raccontato dall'ex campione Alfredo Gianoli. Si arriva al calcio l'anno seguente, con Italia–Ungheria 4-3 commentata da un cronista ventunenne della Gazzetta dello Sport, Giuseppe Sabelli Fioretti.
La radiocronaca sportiva cresce in fretta. E con lei cresce anche tutto quello che le sta intorno: le troupe, le attrezzature, la logistica.
Il 22 maggio 1958, durante quella che sarebbe diventata "la tappa della tempesta" del Giro d'Italia, una bufera si abbatte su Mondovì. Telecamere, microfoni, strumenti tecnici: tutto a rischio. Per fortuna, il Comitato locale aveva pensato anche a questo e aveva stipulato una polizza per proteggere l'intera tappa. Quella che vediamo in questa foto.
La tappa la vince Sabbadin, contro ogni pronostico. Il resto lo racconta questa polizza.
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Foto: Per tutelarsi dal maltempo, il Comitato della V Tappa del Giro d'Italia del 1958 assicura l'evento presso la Compagnia.
Nel documento si legge: "la Società risarcirà alla Contraente l'importo assicurativo di un milione di lire se dalle 13.30 alle 15.30 del 22 maggio 1958 dovesse cadere una quantità di pioggia di mm. 2 o più".