🖼️ Le collezioni della Galleria Nazionale delle Marche esposte nel meraviglioso Palazzo Ducale di Urbino.
🗓️Siamo aperti dal martedì alla domenica,dalle ore 8.30 alle 19.15 (ultimo ingresso ore 18.15)
📲 Segui la pagina per scoprire il museo 🔎 La sua abilità politica e la sua moderazione lo rendono immediatamente principe gradito ai sudditi e alle corti italiane. Il Palazzo Ducale ebbe diverse f
asi di sviluppo e ad esso contribuì essenzialmente l'architetto dalmata Luciano Laurana cui si devono i fiabeschi Torricini. Il palazzo ha una struttura funzionale dovuta all'ingegnere e architetto militare del duca, il senese Francesco di Giorgio Martini. L'aspetto "tecnico" della costruzione e la modernità della residenza possono essere particolarmente apprezzati con la visita ai sotterranei, alle cucine, alla neviera e ai servizi. Accanto alle sue stanze, nel nucleo centrale del palazzo, fra i due torricini, il duca aveva fatto realizzare lo splendido Studiolo intarsiato, manifesto della sua cultura. Lo straordinario equilibrio rinascimentale del palazzo si esplica nella maniera più perfetta nello stupendo Cortile d'Onore. L'iscrizione che corre nella fascia sopra gli archi ricorda la gloria di Federico condottiero e principe. Uno dei maggiori ornamenti del palazzo era la ricchissima biblioteca di manoscritti miniati per la quale Federico impegnò una cospicua parte delle sue rendite di condottiero. Alla morte di Federico nella biblioteca erano conservati ben 900 codici; la raccolta fu acquistata da Alessandro VII nel 1657 per la biblioteca Vaticana. Nel 1474 Federico ebbe da Sisto IV della Rovere l'ambita nomina a duca e l'orgogliosa iscrizione FE-DUX campeggia dopo quella data su molte parti del palazzo. Alla morte del duca, nel 1482, la cultura e la raffinatezza della corte di Urbino diventano appannaggio del figlio Guidubaldo e della sua consorte Elisabetta Gonzaga. Con loro finisce la dinastia dei Montefeltro per passare ai Della Rovere. Il secondo piano del palazzo, che fu ristrutturato e sopraelevato alla metà del Cinquecento per volere di Guidubaldo II Della Rovere, ospita attualmente le collezioni di dipinti del Seicento, la grafica e le collezioni di ceramiche. Il ducato prospera fino al 1631, anno in cui passa al domini della Chiesa. Vittoria della Rovere, ultima della dinastia, porterà a Firenze, dove va sposa al cugino Ferdinando de' Medici, tutta la "Guardaroba" ducale. Le strepitose collezioni del palazzo urbinate sono ora in gran parte conservate nella Galleria degli Uffizi. La presenza di un nucleo importante di reperti archeologici, raccolta dal cardinale Francesco Stoppani nel 1756, ha comportato la presenza all'interno della Galleria di un Museo Lapidario, situato al piano terreno.