Le sorgenti dell’Oliero sono tra le risorgive carsiche più grandi d’Europa e meta turistica di interesse nazionale. Le Grotte di Oliero rappresentano lo scarico idrico più importante del Massiccio Carsico dei Sette Comuni e le più significative sorgenti valchiusane d'Europa. LE GROTTE
Le Grotte sitatori sono quattro:
le due inferiori sono quelle da cui nasce il fiume Oliero, mentre i due covoli su
periori, il "covol degli Assassini o degli ezzelini" e quello "Dee Soree", sono asciutti. La Grotta Parolini o "Covol dei Siori" deve il nome ad Alberto Parolini che per primo, nel 1822 la scoprì. All'interno della grotta, la è costante tutto l'anno; 12 gradi l'aria e 9 nell'acqua del lago, profondo 28 metri. Sono di particolare pregio le concrezioni della volta interna e la sala della Colatiddetta per la cascata di stalattiti alabatrine alte 14 metri.un raro fossile : il Proteo, un anfibio troglobio presente triestino e sloveno, e qui portato da Parolini. L'Origine della grotte risale all'Ultima glaciazione, quando, in seguito alla pressione esercitata dai ghiacciaa presenti sull'Altopiano di Asiago, la roccia calcarea fu incisa, generando estese depressioni. L'acqua piovana, raccolta all'interno delle doline, iniziò la propria discesa in profondità, scavandosi un passaggio fra le e le stratificazioni della roccia, sino a scaricarsi all'esterno nelle sorgenti del fiume Oliero. IL PARCO NATURALE DELLE GROTTE
Il parco naturale delle Grotte di Oliero racchiude al suo interno una delle più importanti manifestazioni geologiche del carsismo. Situate a Valstagna, Comune di Valbrenta, le sorgenti dell'Oliero sono gli scarichi idrici più importanti del massiccio carsico dei Set grandi sorgenti valchiusane d'Europa. Le grotte attualmente aperte al pubblico sono quattro. Dalle più basse scaturisce il fiume Oliero, mentre i due "covoli" superiori, antichi sbocchi delle medesime sorgenti, sono ora asciutti. Attraverso il suggestivo parco delle grotte, un viottolo sale tortuosamente a raggiunge pareti rocciose sulle quali si può ammirare un ricco campionario di flora rupestre. Si scende quindi a raggiungere la conca tra le due grotte principali, completamente circondata dalle fresca e larga del Covolo dei Siori o Grotta Parolini, dal nome del suo scopritore che la esplorò nel 1822. Dieci anni dopo il celebre botanico la rese accessibile al pubblico. La sorgente dell'Oliero ospita nelle sue acque un raro fossile vivente: il Proteo, un anfibio troglobio presente solo nelle cavità del carso triestino e sloveno. da marzo ad ottobre le grotte sono aperte al pubblico tutti i giorni. Piante erbacee di diversa specie, alberi ed arbusti sono identificati da un'apposita targhetta a beneficio dei visitatori. In zone particolarmente significative, sono sistemai dei tabelloni tematici che illustrano la vita del bosco, i rapporti fra l'uomo e l'ambiente delle Grotte.