26/05/2026
Eccoci!!!
Venerdì 29 maggio ore 18:
bicchierata con tutti gli amici artisti riuniti per questa collettiva tutta veneziana:
Marco Boggio, Emanuela Chimenton, Daniela Bettella, Cristiano Ferro, Gino Forti, BiagioGiovanna Di Micco Mulè, Eva Sambo, Liana Luana Segato Luse, Claudia Corò, Girardello Resi e Paola Madormo in:
Spirits in the material world !!!!
Giusto per incuriosirvi ... una breve introduzione al libro "Storie diverse per anime p***e" di Gino Forti, presente in galleria:
Nella vita ho fatto un po' di tutto prima che mia moglie tirasse fuori da me un lato artistico. Così, da qualche anno, scrivo, disegno, suono, canto e recito male.
Sempre qualche anno fa, a Quito, in Ecuador, ho ritrovato il mio vecchio amico immaginario, ElPresidente e abbiamo riallacciato i rapporti scambiandoci le nostre storie.
È venuto fuori che, mentre io mi arabattavo tra lavoro senza motivo e amori senza speranza, lui era diventato presidente della Repubblica del Blues, una repubblica fondata sull'anima e che non ha confini.
Insieme, abbiamo condotto un programma radio dove lui raccontava le avventure dei suoi viaggi tra realtà e immaginazione.
Alcune di queste storie sono state pubblicate in un libro che io ho scritto e lui mi ha dettato.
E ancora non sono sicuro che quello che ho appena visto esista o no. Beh, giudicate voi. Se avete mai avuto un amico immaginario.
Vi siete mai chiesti dove vanno gli amici immaginari quando non sono con voi? Che cosa fanno nei momenti di pausa tra un impegno e l'altro?
Beh, c'è un posto nella repubblica del blues dove tutta questi personaggi si riuniscono per fare due chiacchiere, scambiarsi opinioni, rilassarsi.
Ah, non chiedetemi dov'è questo posto. Da molto tempo mi sono perso anche io e penso che questo sia l'unico modo per arrivarci. Ma vi assicuro che non è niente male. Per un momento, ho pensato di trasferirmi qui e farne la capitale della repubblica.
Se pensavate che i personaggi che vi ho raccontato fino ad ora fossero strani, venite a vedere questi.
Il primo che ho incontrato (e forse il più normale) era un ragazzino di neanche quindici anni con un buffissimo vestito da maggiordomo giallo rosso e blu e la faccia dipinta di verde. Si è offerto di farmi da guida e presentarmi alcuni suoi colleghi.
Il ragazzino è l'amico immaginario di un bambino di New York che ora sta dormendo. Un bambino in gamba, con una buona famiglia intorno, ma un po' troppo solitario. Nulla di grave, ma qualcuno deve stargli vicino e farlo parlare.
Siamo andati in un locale pieno di personaggi super strani. Lì ho conosciuto un tipo alto due metri buoni, magro da far paura e ricoperto da una pelliccia morbidissima e rosa pastello. Lui era amico di una bambina cinese che aveva perso i genitori e aveva bisogno di conforto.
Seduto in disparte, un vecchio cow boy stava con la testa tra le mani. Era disperato perché aveva appena litigato con il suo amico ed era stato cacciato via. Eh, a volte si litiga tra amici. Ma poi si fa pace.
Ad un altro tavolo, alcuni personaggi stavano parlando tra di loro. Amici di persone con grossi problemi a vivere, si stavano scambiando opinioni e consigli su come gestire la situazione.
Due di loro stavano prendendosi a botte. La mia guida mi ha detto che, in verità, non si fanno niente. Dopotutto sono immaginari. È solo che sono stati creati così e non si può fare niente. Non ho nessuna voglia di conoscere chi li ha creati.
Facendo due passi in giro, ho notato una piazza piena di gente ovviamente stramba, che sembrava non sapere cosa fare. Giravano tutti su e giù guardandosi in giro senza però vedere realmente qualcosa. Erano gli amici immaginari dimenticati. Quelli mandati in pensione dai loro creatori che, per motivi di età o mancanza di fantasia, o semplicemente perché avevano trovato amici reali, si erano dimenticati di loro.
Eh si, la gente cambia. I bambini diventano grandi e cominciano a lasciare in disparte le loro fantasie per farsi assorbire dalla realtà. Non si gioca più e ci si dimentica di guardare oltre al proprio sguardo.
Ma c'è qualcuno che ancora ci parla, che ancora gioca con loro. O che almeno ogni tanto se ne ricorda e gli fa una visita?