Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

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Figura centrale della pittura veneziana, Tintoretto rappresentò per Emilio Vedova un riferimento profondo e costante, un...
31/05/2026

Figura centrale della pittura veneziana, Tintoretto rappresentò per Emilio Vedova un riferimento profondo e costante, una presenza capace di attraversarne la ricerca artistica.

Vedova riconosceva nel maestro veneziano una tensione incessante, una forza drammatica fatta di luce, ombra e movimento, fino a dichiarare:

“Tintoretto è stato una mia identificazione.”
E ancora: “Di carne d’ombra da un balenio di luce.”

Un dialogo intenso, attraverso i secoli, tra due visioni radicali dello spazio, della materia e dell’energia del segno.

Foto 1. Tavole Tintoretto/Vedova: I Classici dell’Arte Rizzoli – “Le tre Grazie e Mercurio, Palazzo Ducale, Venezia”
Foto: © Vittorio Pavan, Venezia

Foto 2. Tavole Tintoretto/Vedova: I Classici dell’Arte Rizzoli – “L’origine della Via Lattea, National Gallery, Londra”
Foto: © Vittorio Pavan, Venezia

Foto 3-4. Tavole Tintoretto/Vedova: I Classici dell’Arte Rizzoli – “L’ultima cena, Chiesa di San Giorgio Maggiore, Venezia”
Foto: © Vittorio Pavan, Venezia

Foto 5. Emilio Vedova, manoscritto, 17 marzo 1959, in Vedova/Tintoretto, catalogo della mostra (Venezia, Scuola Grande di San Rocco, 24 maggio - 3 novembre 2013), a cura di G. Celant, S. Cecchetto, Venezia 2013, pp. 112-113.

23/05/2026

1997, XLVII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. Emilio Vedova racconta il contemporaneo, la materia, il gesto. “Penso benissimo di tutto, purché in fondo mi dia qualche cosa.”

Video: Emilio Vedova alla XLVII Biennale Internazione d’Arte di Venezia
Venezia, 1997

Foto Cover: Emilio Vedova alla XLVII Biennale Internazione d’Arte di Venezia
Venezia, 1997
Foto: © Pandini

19/05/2026

The exhibition, organized by three German institutions in collaboration with the Emilio Vedova Foundation, is dedicated to Emilio Vedova’s Berlin period (1963–1965), a pivotal phase in his artistic research during which he developed new formal solutions and deepened the relationship between artistic practice and the historical-political context.

On display are around 30 works — including paintings, Plurimi, collages, and works on paper — documenting this moment of experimentation. The Plurimi, in particular, mark a decisive turning point: mobile structures that extend painting into space and reflect on the tensions of Berlin at the time.

The title draws from a statement by the artist and emphasizes how the concept of movement in his work is never an end in itself, but always connected to an expressive and critical necessity.

Following its presentation in Berlin at
(21 November 2025 – 8 March 2026), the exhibition project continues with the current stop in Neumarkt i.d.OPf. at
(22 March – 14 June 2026), and will conclude in Hagen at
(6 July – 1 November 2026).

All works featured in the video ©️ Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venice.

Nel 1997 Vedova riceve il leone d’oro alla carriera in occasione della XLVII Biennale Internazione d’Arte di Venezia, a ...
15/05/2026

Nel 1997 Vedova riceve il leone d’oro alla carriera in occasione della XLVII Biennale Internazione d’Arte di Venezia, a quasi 50 anni dalla sua prima partecipazione.
L’edizione era curata da Germano Celant e Vedova partecitava con, tra le altre opere, senza titolo 1-2-3, 1996-1997, un’installazione composta da tre tondi polimaterici e senza titolo (…als ob…) ’96-’97, un grande disco bifrontale attraversato da due bricole che lo tengono in equilibrio.
“Ciclo in fortissimo
Pali = perforazione del disco
Disco come corpi Ciclo 1990-1
Ciclo tortura sopraffazione del mondo”

Foto 1. Emilio Vedova alla XLVII Biennale Internazione d’Arte di Venezia
Venezia, 1997
Fotografo Sconosciuto

Foto 2. Emilio Vedova e Massimo Cacciari alla XLVII Biennale Internazione d’Arte di Venezia
Venezia, 1997
Fotografo Sconosciuto

08/05/2026

Emilio Vedova. More than movement for its own sake.

The exhibition, organized by three German institutions in collaboration with the Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, is dedicated to Emilio Vedova’s Berlin period (1963–1965), a pivotal phase in his artistic research during which he developed new formal solutions and deepened the relationship between artistic practice and the historical-political context.

On display are around 30 works — including paintings, Plurimi, collages, and works on paper — documenting this moment of experimentation. The Plurimi, in particular, mark a decisive turning point: mobile structures that extend painting into space and reflect on the tensions of Berlin at the time.

The title draws from a statement by the artist and emphasizes how the concept of movement in his work is never an end in itself, but always connected to an expressive and critical necessity.

Following its presentation in Berlin at
(21 November 2025 – 8 March 2026), the exhibition project continues with the current stop in Neumarkt i.d.OPf. at
(22 March – 14 June 2026), and will conclude in Hagen at
(6 July – 4 October 2026).

All works featured in the video © Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venice.

Nel segno di una tensione continua tra forma e forza, Interno di fabbrica (1949) di Emilio Vedova restituisce il ritmo f...
01/05/2026

Nel segno di una tensione continua tra forma e forza, Interno di fabbrica (1949) di Emilio Vedova restituisce il ritmo frammentato e pulsante del lavoro industriale del dopoguerra.

Tra linee spezzate e contrasti netti, la fabbrica diventa spazio di energia, fatica e trasformazione: un luogo dove il gesto umano si misura con la materia e con il tempo. Realizzato negli anni del breve periodo geometrico di Vedova, sviluppato tra la fine degli anni Quaranta e i primi Cinquanta, il dipinto trattiene una tensione costruttiva già sul punto di cedere.

Nel giorno della Festa dei Lavoratori, questa visione risuona ancora come traccia di una condizione: complessa, instabile, profondamente centrale.

Foto 1. Emilio Vedova, “Interno di fabbrica”, 1949, colori a olio su tela, 132,5x94 cm
Fotografo sconosciuto

Georg Baselitz (1938-2026). Un gigante della pittura, della scultura e dell’arte tutta. A lungo compagno di strada di Em...
30/04/2026

Georg Baselitz (1938-2026).
Un gigante della pittura, della scultura e dell’arte tutta.
A lungo compagno di strada di Emilio Vedova e della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova per la quale ha realizzato e curato diverse mostre.

“Il dialogo tra Georg Baselitz ed Emilio Vedova viene da lontano e continua pur dopo la scomparsa di Emilio. Viene dal 1963 quando Vedova, con un istintivo gesto di solidarietà umana e artistica, raggiunge Berlino, politicamente divisa tra est e ovest, ancora alla ricerca di una forma urbis, e di una identità culturale in fieri. Le antenne sensibilissime di Emilio gli hanno fatto cercare, incontrare e sostenere giovanissimi artisti tedeschi confluiti a Berlino, scrittori, scultori, pittori e fra questi Georg Baselitz, e tra loro nacque una intensa e forte amicizia.” Scrive Alfredo Bianchini nel catalogo della mostra “Vedova accendi la luce” di Baselitz presso i Magazzini del Sale, nel 2021.

Foto 1. Emilio Vedova e Georg Baselitz a “documenta 7”, Kassel, 1982.
Foto: ©️ Benjamin Katz, München

28/04/2026

Nel 1967 Vedova partecipa all’Expo di Montréal (Canada), realizzando per il Padiglione Italiano il Percorso/plurimo/luce.

“Il fatto è che certe cose ti arrivano tuo malgrado, certe situazioni di coinvolgimento, certi appuntamenti... come quello con la luce: a un certo punto ho avuto bisogno di luce, sono stato divorato di luce e ho fatto quelle lastre/vetro di pura materia luminosa esposte all’Expo di Montréal”.
Emilio Vedova.

Fonte: Incontro con Emilio Vedova, intervista a cura di Luigi Meneghelli, in «Segno», X, n. 59-60, novembre-dicembre 1986, p. 38.

25/04/2026

Nel giorno della Liberazione, la voce di Emilio Vedova continua a mostrarci l’arte come atto vivo, necessario, profondamente legato alla libertà.
Durante la guerra Emilio Vedova prende parte alla Resistenza. È un’esperienza decisiva, che segna in profondità il suo pensiero e attraversa tutta la sua ricerca successiva. Per Vedova l’arte non è mai separata dalla storia: nasce dentro il conflitto del proprio tempo, ne assorbe tensioni, contraddizioni, urgenze.
Nel dopoguerra guarda con lucidità al riaffacciarsi di opportunismi e ambiguità, mantenendo intatta una posizione critica e intransigente.
Anche per questo il suo linguaggio si costruisce come gesto energico, struttura interiore, presa di posizione.
Nei suoi lavori la pittura non descrive: reagisce, interroga, espone. È spazio di coscienza e responsabilità.

Fonte: Film Documentario Emilio Vedova. Dalla parte del naufragio, 2018, Venezia.
©️ Fondazione Emilio e Annabianca Vedova.

Anselm Kiefer. Salt of the Earth1 giugno – 30 novembre 2011Nel 2011 la Fondazione Emilio Vedova ospitava Salt of the Ear...
18/04/2026

Anselm Kiefer. Salt of the Earth
1 giugno – 30 novembre 2011

Nel 2011 la Fondazione Emilio Vedova ospitava Salt of the Earth di Anselm Kiefer, un progetto che intreccia materia e spiritualità attraverso il linguaggio simbolico dell’alchimia.

Il titolo richiama il “Sale della Terra”, elemento primordiale e trasformativo: nella visione di Kiefer, il percorso umano verso una nuova consapevolezza passa attraverso processi di mutazione, dove l’arte diventa strumento di attraversamento e rinascita.

Piombo, oro, elettrolisi e sale abitano le opere in mostra — dalla vetrina Athanor al dipinto Arche, fino all’installazione Das Salz der Erde. Qui, fotografie di paesaggi emergono su pannelli di piombo ossidati, attraversati da una patina verde: segno di speranza e anticipazione di unione tra opposti.

Un’indagine visiva che attinge all’alchimia e alla Cabala, restituendo una riflessione profonda sulla memoria, sulla trasformazione e sulla possibilità di risveglio.

Oggi, mentre Anselm Kiefer è protagonista a Milano, questo progetto torna come traccia viva dell’archivio della Fondazione.

Foto 1. Opera “Il Sale della Terra” in primo piano e sul fondo “Arca”
Foto 2-3 Opera “Il Sale della Terra”
Foto 4,6. Opera “Arca”
Foto 5. Opera “Athanor 2011” in primo piano e sul fondo “Il sale della Terra”

Tutte le immagini: “Anselm Kiefer. Salt of the Earth”, Magazzino del Sale, Venezia, 2011.
Foto © Vittorio Pavan, Venezia.

Indirizzo

Dorsoduro, 42/Venezia
Venice
30123

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