07/09/2026
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Iniziamo oggi un nuovo contest dedicato agli appassionati di numismatica.
Quale moneta della nostra collezione piace di più al nostro pubblico?
Questa settimana si sfidano due monete che raffigurano allegorie femminili.
Numero 1- 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚𝐬
Dopo la morte di Giulio Cesare, assassinato nel 44 a.C., i due cospiratori Bruto e Cassio usarono una zecca militare itinerante per coniare le loro monete e pagare le loro truppe, impegnate nella guerra civile contro Marco Antonio e Ottaviano.
Le monete erano un grande mezzo di propaganda, dato che circolavano tra la popolazione. Cassio emise denari, come quello della prima immagine, con raffigurazioni della dea Libertas per diffondere l’idea di un ritorno alla libertà repubblica, dopo la morte di Cesare.
La dea Libertas, personificazione divina della libertà e concetto cardine della cittadinanza romana, aveva due luoghi di culto a Roma: un tempio sull’Aventino e un tempio sul Palatino. Qui è raffigurata la testa della dea, di profilo, con i capelli raccolti in uno chignon e ornati da una corona di alloro.
La scritta C.CASSEI.IMP indica la sigla dell’imperium militare di Cassio.
📸Denario in argento, 43 a.C., zecca a seguito di Bruto e Cassio, rinvenuto presso Albaredo d’Adige (Verona), inv. 3083.
Numero 2- 𝐒𝐩𝐞𝐬
Questa moneta in realtà è una medaglia realizzata da un famoso orafo padovano, Giovanni da Cavino, tra il 1500 e il 1570. In questo caso, Giovanni da Cavino ha voluto imitare un sesterzio dell’imperatore Tito, risalente al 79-81 d.C. Se sul diritto si poteva vedere il profilo dell’imperatore, sul rovescio appariva la personificazione della Speranza, ovvero la dea Spes.
Nelle emissioni di Tito, la Speranza simboleggiava la continuità della dinastia Flavia, a cui apparteneva Tito, prospettando pace e prosperità.
La dea è raffigurata in piedi, di profilo, sulla destra, mentre tende la mano a tre uomini armati, sulla sinistra.
E’ possibile leggere la scritta SPES AVGVSTA, e la sigla SC, ovvero Senatus Consulto, “per decreto del Senato”.
📸Medaglia in bronzo, sedicesimo secolo, Giovanni da Cavino, collezione Marciana, inv. 7866.
Quale moneta preferite? Scrivetelo nei commenti 🙂