06/04/2020
Carissimi,
ci sono delle emozioni che non temono il tempo. E che illuminano lo spirito di chiunque, come una carezza, in tutti i secoli. Sono quelle che i geni dell'Arte e dell'Architettura e della Cultura in generale riescono a creare. Per fortuna in Italia abbiamo avuto tantissime persone con queste doti straordinarie, più di qualsiasi altra nazione al mondo. Una di loro ha un nome immortale: Raffaello.
Proprio oggi, 6 Aprile, sono esattamente 500 anni che la sua genialità si è spenta per sempre. Aveva appena 37 anni. Un ragazzo. Un fiore reciso mentre ancora cresceva. Tutti conosciamo le sue opere. Io, però, penso anche a quanti capolavori non ci ha mai regalato perché non ne ha avuto il tempo. A quelle emozioni e a quelle carezze all'anima che il suo destino ci ha negato. Immaginate quanti musei oggi avrebbero potuto esporre opere fondamentali per l'arte, con sale affollate. Fortunatamente ci sono quelle che ci ha lasciato, che oggi vanno ben oltre i nostri confini della cultura italiana e vengono considerate patrimonio dell'umanità.
Nei miei libri e nelle mie trasmissioni ho più volte "incontrato" Raffaello e ho cercato, con molta umiltà, di spiegare le sue opere e la sua creatività. Ogni volta quello che ho provato è stata ammirazione, gioia ma soprattutto stupore. Sì, perché stiamo parlando di un'epoca, la sua, in cui non esistevano le nostre tecnologie, il nostro benessere, i nostri mezzi di educazione, di comunicazione, di trasporto, in generale era un mondo molto più difficile del nostro e questo rende ancora più straordinari i suoi traguardi. Come quelli degli altri grandi protagonisti del Rinascimento, da Leonardo a Michelangelo.
Purtroppo non è facile, in queste settimane, organizzare delle riprese per poter celebrare il suo genio in questa data simbolica. Però su Raiplay potrete vedere un contributo realizzato unendo varie opere che ho mostrato e spiegato in occasioni diverse e programmi diversi. È un piccolo contributo per un ragazzo dal genio sconfinato. https://bit.ly/2XhypzB
Vi stringo tutti con tanto tanto affetto in questo periodo così difficile.
Alberto
(Photo credit Barbara Ledda)