21/05/2026
🦬 𝘾𝙖𝙧𝙢𝙚𝙣: 𝙐𝙩𝙤𝙥𝙞𝙖𝙨 𝙤𝙛 𝘽𝙚𝙡𝙤𝙣𝙜𝙞𝙣𝙜 di Ieva Lygnugarytė è capace di catturare l’attenzione del pubblico sin da subito grazie alle immagini e ai temi proposti, ma è forse la sua natura site-specific a renderla agli occhi di tutti ancor più unica ed interessante.
Alla pari dei dipinti di Palma il Giovane che le fanno da contorno, l’installazione video qui protagonista si mostra innanzitutto nella sua forma di mediazione: l’iconografia assume un ruolo fondamentale per la ricerca di riconoscimento, per la costruzione di identità e per la traduzione di relazioni politiche e strutture di potere in forme simboliche. All’interno dell’𝗢𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗿𝗼𝗰𝗶𝗳𝗲𝗿𝗶, dunque, Carmen si posiziona in continuità con il passato e diventa espressione massima del concetto di arte come commissione, di arte come diplomazia, di arte come memoria.
📜 Nella realizzazione dell’installazione video, Ieva Lygnugarytė trae diretta ispirazione dal cinquecentesco poema di Nicolaus Hussovianus (dono che il Granduca di Lituania aveva cercato di inviare senza successo a Papa Leone X assieme ad un bisonte imbalsamato) e lo riadatta qui sotto una prospettiva molto contemporanea. I frammenti del testo antico, infatti, vengono recitati in modo performativo e diventano parte focale di un racconto stratificato. I visitatori vengono dunque spinti a riflettere sul potere che la narrazione può avere sul plasmare i modi in cui si percepiscono luoghi, identità e storie. Le riprese stesse, svolte in Italia e in Lituania, hanno tutta l’intenzione di rievocare le scenografie descritte dal poema, mentre la figura del bisonte viene riproposta anche nel filmato come una presenza centrale.
⛪ È significativo, inoltre, come l’opera di Ieva si leghi fortemente non solo a questo episodio ma anche al luogo che attualmente la ospita. L’Oratorio dei Crociferi è ancora oggi consacrato e, in quanto tale, conserva simbolicamente autorità e riconoscimento da parte della Chiesa Cattolica: inserire questo filmato di Ieva in questo contesto, quindi, crea le condizioni per attualizzare i doni del Granduca e per far sì che il gesto storico (quasi) dimenticato possa ve**re finalmente accolto.
L’Oratorio dei Crociferi, però, è anche un luogo che si trova in una posizione decisamente molto defilata rispetto ai principali percorsi della Biennale: questa caratteristica insolita fa sì che proprio in questo spazio possano trovare risonanza ed amplificazione i temi della marginalità e della visibilità che caratterizzavano tanto l’episodio storico irrisolto quanto l’opera contemporanea di Ieva. Così facendo, quest’ultima riesce a proporre una riflessione geografica e politica estesa dove il passato viene messo in parallelo con l’attualità.
👉 𝗙𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗹 𝟯𝟭 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲, la mostra sarà accessibile gratuitamente tutti i giorni, eccetto il lunedì, dalle ore 10 alle ore 20.
Vi aspettiamo!