I Balzi Rossi sono uno dei siti preistorici più importanti d'Europa: comprendono una serie di grotte ai piedi di una parete rocciosa, frequentate dall'uomo preistorico nel Paleolitico. Il Museo Preistorico dei Balzi Rossi è un museo nazionale, istituto dipendente dal MIBACT - Direzione regionale Musei Liguria. Le grotte dei Balzi Rossi si aprono ai piedi di una parete rocciosa di calcare dolomitic
o del Giurassico superiore alta circa 100 metri, che costituisce la linea di costa tra la frazione Grimaldi di Ventimiglia (Imperia) e la frontiera francese. Il nome della località è dovuto all’arrossamento superficiale della parete rocciosa (nel dialetto di Mentone, Baussi Russi, rocce rosse). Il Museo Preistorico dei Balzi Rossi venne fondato nel 1898 per iniziativa di sir Thomas Hanbury, che finanziò la costruzione del citato edificio e la sistemazione della Barma Grande, con lo scopo di esporre al pubblico gli eccezionali resti paleolitici venuti alla luce a seguito di lavori di cava, condotti sulla parete rocciosa in cui si apre questa grotta. Il Museo rimase per lunghi anni come era stato originariamente concepito, semplice completamento della visita alla Barma Grande, all’interno della quale erano conservate in posto due sepolture paleolitiche e resti di elefante. Inserito successivamente in un contesto turistico organizzato attorno al complesso del Casinò, rimase un'istituto privato fino agli anni cinquanta, quando a seguito dei gravi danni causati dalla guerra a tutto il complesso, venne ceduto allo Stato e riaperto nel 1955 come museo nazionale. L’attuale allestimento, completato nel 1994 grazie all’ampliamento degli spazi espositivi ottenuto con la costruzione del nuovo edificio museale, si inserisce in un percorso integrato di visita del Museo e dell'area archeologica. Dalla nuova grande sala, in cui è illustrata la storia delle ricerche ai Balzi Rossi, si passa alla visita delle grotte del Caviglione e di Florestano e del Riparo Mochi e alla presentazione degli scavi più recenti, sui due piani del vecchio edificio museale completamente ristrutturato. Sul retro della nuova costruzione è tuttora visibile la stratigrafia incontrata nel corso dei lavori e scavata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria con la collaborazione di M.