07/09/2022
𝐐𝐔𝐄𝐋 𝐂𝐇𝐄 𝐑𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐅𝐔𝐎𝐂𝐎
𝐃𝐢𝐞𝐠𝐨 𝐏𝐚𝐬𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐧
𝟏𝟕 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 | 𝟑𝟎 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟐
𝐯𝐞𝐧 | 𝐬𝐚𝐛 | 𝐝𝐨𝐦
𝟏𝟕:𝟎𝟎 | 𝟏𝟗:𝟎𝟎
𝐈𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟏𝟕 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟏:𝟎𝟎
𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨𝐃𝐢𝐞𝐜𝐢 | 𝐧𝐨𝐭𝐟𝐨𝐫𝐩𝐫𝐨𝐟𝐢𝐭 | 𝐜𝐢𝐭𝐲𝐠𝐚𝐥𝐥𝐞𝐫𝐲.𝐯𝐜
𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐏𝐮𝐠𝐥𝐢𝐞𝐬𝐞 𝐋𝐞𝐯𝐢 𝟏𝟎 | 𝟏𝟑𝟏𝟎𝟎 | 𝐕𝐞𝐫𝐜𝐞𝐥𝐥𝐢
Vi è silenzio, altre volte rumore. Vi è amore e sempre del dolore. Vi è La Cenere perché là vi è cenere. Vi sono molte cose che ancora devo scoprire tra quei sigilli rotti sorvegliati da ataviche tarantole. Vi è quello che resta dopo anni di eccessi e rigoroso studio; tempi sovrapposti che, senza distinzione, hanno dettato-segnato quello che sono. Il re è morto, me ne sono fatto una ragione. Ho recitato il mio intimo e personale MeaCulpa ed ora ho scelto di guardare avanti, anzi, è più corretto dire “dentro”, battendo sentieri oscuri dell’anima che possono essere i miei come i vostri. Strade che sono crocevia per pellegrini erranti, desiderosi di conoscere o, più semplicemente, sentirsi.
È lungo una linea di confine che non divide, ma mette in contatto il mondo sacro con quello profano che queste due realtà hanno la possibilità di dialogare, così come il Sé può incontrare Se Stesso sulla brace di un fuoco che, nel purificare, forse, ha distrutto o modificato l’aspetto di ciò che è entrato in contatto con esso, rendendolo altro da sé, ma senza cancellarne l’origine.
Di me cosa sarà? Di voi che cosa sarà quando varcherete l’ingresso di StudioDieci?
Questa mostra vuole essere come la lama di un bisturi chirurgico: tagliente e lucente. Sarà necessario appigliarsi ai vibranti bagliori delle candele che illumineranno un baratro aperto affinché quei demoni interiori, che possono essere i miei come i vostri, siano liberi di parlare. Oscuri oracoli ai quali porre delle domande, se non si avrà paura delle risposte che si incontreranno lungo il cammino.
Vi è La Cenere perché là vi è cenere, che potrebbe essere la mia come la vostra, ma dentro a Quel che resta del fuoco ognuno troverà un vuoto che chiederà di esser colmato, con che cosa? Non mi è dato sapere. Il mio ruolo in tutto questo? Semplice: il piromane.
Diego Pasqualin