Flussi e spostamenti di gruppi di persone da un luogo all’altro del pianeta sono uno dei fenomeni che hanno accompagnato l’umanità per tutto il corso della sua storia. Questo ha permesso ad artisti di venire in contatto con altre culture, di instaurare rapporti e legami e di esprimere, attraverso il loro linguaggio, fitte trame di relazioni tra persone e comunità, favorendo sempre più la nascita
e lo sviluppo di una società multiculturale. Una società in cui le persone possano accostarsi, riconoscersi e contaminarsi reciprocamente, pur mantenendo il senso della propria e della altrui identità. Il linguaggio dell’arte è infatti uno straordinario strumento di avvicinamento tra culture diverse, perché la sua dimensione è quella di cogliere con maggiore immediatezza gli aspetti profondi e il senso della vita, della felicità, della pace, della concordia. L’intento di Dodici contemporaneamente, tratti senza perimetri è di raccogliere in una mostra le testimonianze di 12 artisti, provenienti da tutti i continenti, che hanno vissuto e stanno vivendo questa esperienza di ibridazione reciproca, dando loro modo di raccontare attraverso le loro opere come l’accoglienza, la conoscenza e lo scambio tra persone e culture diverse abbiano influenzato e favorito la loro crescita umana e artistica. Dodici contemporaneamente, tratti senza perimetri vuole anche essere un viaggio verso una continua ridefinizione dei concetti di uguaglianza e differenza, di dentro e di fuori, di io e l’altro; un viaggio verso una nuova predisposizione, più mediata e cosciente, al dialogo con le altre culture e alla ricchezza che il contatto con esse può rappresentare.