Città di Vicari

Città di Vicari Con la Palermo-Agrigento (ss121) è possibile raggiungere un caratteristico paesino arroccato su un

19/08/2021

All'insegna della quiete, tra passato e presente, una suggestiva cartolina dai toni pittoreschi.

Un viaggio che parte dalle attestazioni indigene, greco-elleniche e normanne conservate al Museo Antropologico, alla Cuba araba di Ciprigna.. Dalla Chiesa San Giorgio Martire con il suo retablo marmoreo dei Gagini, a quella di San Marco con gli stucchi della scuola del Serpotta e ai meravigliosi affreschi del Palazzo Pecoraro Maggi.
Dalla chiesa Santa Maria di Boikos al maestoso Castello.
Un percorso ricco di fascino, avventura e cultura e perché no… anche di divertimento!
Un tuffo nella cultura folkloristica attraverso la creazione di tamburi e zampogne, degustazione dei nostri Passavolanti, il tutto incorniciato da un suggestivo tramonto da ogni scorcio del nostro paese.. che poi del resto si sa:
*C’è ancora suli a Vicari. *

In collaborazione con la Vie dei Tesori: I Borghi dei Tesori, in cui Vicari vi farà vivere un’esperienza da non perdere!
L’appuntamento è nei giorni: 28 - 29 agosto e 4 - 5 settembre.
Per saperne di più acquistate online o al nostro info point i coupon che vi permetteranno di partecipare a questa magnifica esperienza ! “

"C'è suli a Vicari" e non "c'è ancora ... Nessun avverbio di tempo, nel motto che da secoli ci accompagna. Un motto, spe...
29/09/2019

"C'è suli a Vicari" e non "c'è ancora ... Nessun avverbio di tempo, nel motto che da secoli ci accompagna. Un motto, spesso immortalato nelle lettere da illustri vicaresi, i quali con intento augurale imprimevano con il timbro i lori scritti, facendolo viaggiare nel mondo. Attualmente, esso continua a vivere nella piccola comunità, a volte nei momenti dolci, a volte nei momenti aspri, accendendo sempre e in ogni caso, un raggio di speranza e serenità. Il nostro amato paese, che per secoli domina solitario la vallata del San Leonardo, ha visto e vedrà ogni giorno la luce del sole che lo accarezza, puntualmente e fino al tramonto. Nel passato, un riferimento per i tanti lavoratori dei campi, che alzando uno sguardo in alto, calcolavano l'ora del rientro a casa. Nel presente è una frase di palese speranza e di profondo ottimismo. Con orgoglio vicarese diciamolo sempre ovunque noi siamo: "C'è sole a Vicari". Mario Anzalone

19/09/2018

Cosa c'è di meglio di un buon dolce a base di mandorle da degustare nella fantastica cornice del Castello di Vicari ? Prende il via, venerdì 21 alle 17, il Mandorlo...

FORSE NON TUTTI SANNO, CHE...     Circa un ventennio fa, in una fredda sera d’inverno , l’allora parroco mi chiese di da...
22/07/2018

FORSE NON TUTTI SANNO, CHE...

Circa un ventennio fa, in una fredda sera d’inverno , l’allora parroco mi chiese di dargli una mano a recuperare un oggetto, collocato all’interno di un buio e umido ripostiglio parrocchiale.
Con la luce fioca di una lampadina, tra i vari oggetti dismessi e accatastati in malo modo da molti anni, ad un certo punto, ho sentito sotto i piedi, qualcosa di spesso e consistente, simile ad un tappeto arrotolato. Puntandogli dapprima la luce sopra, al tatto delle mani fui colto dalla meravigliosa sorpresa. Era una grande pala d’altare, citata vagamente dal Butera e per tempo scomparsa. Tutta la nostra attenzione precipitò su di essa, spostandola in un ambiente più ampio e luminoso, man mano la tela si srotolava, affiorava la sorpresa di un bellissimo dipinto ad olio: in alto l’ assunzione della Vergine Maria Immacolata ed angeli, in basso i Santi Benedetto, Gertrude , Scolastica e due angeli reggenti i simboli iconografici del santo, la mitria e il libro della regola. L’opera è databile al XVIII sec. e di autore ignoto, ma stilisticamente associabile, alla bottega del noto pittore siciliano Vito D’Anna. Tolta la polvere in eccesso, la tela è stata trasportata in un ambiente più sicuro ed idoneo alla conservazione, speranzosi che un giorno, un provvidenziale intervento di recupero, potesse riportarla al suo originario splendore. Il dipinto non ha solo un pregio dal punto di vista artistico, ma soprattutto storico, è un tassello importante a testimonianza del nostro ricco ed articolato passato.
Ripercorrendo la trama della “Storia di Vicari” del Butera, in poche pagine egli racconta della nascita, dapprima, di un orfanotrofio, in dei locali non molto distanti dalla chiesa madre, oggi sede dell’attuale Boccone del Povero. Per volontà del Principe della Cattolica Don Vincenzo del Bosco, agli inizi del’600, egli affidò le giovani orfane in esso ospitate, alla protezione della Vergine Annunziata, ragion per cui, venne edificata l’omonima chiesetta.
In seguito alla visita pastorale nel 1704 dell’arcivescovo F. sco De Paola, l’orfanotrofio che nel tempo, era divenuto luogo di noviziato ed educandato per tante giovani orfane, fu posto sotto la regola di San Benedetto e da qui divenne in seguito, monastero delle Benedettine. Presto diventò anche, centro rinomato di educandato per tante giovani donne locali e dei paesi limitrofi, figlie di agiate famiglie, le quali pagavano una corposa retta annua, in cambio dell’educazione nell’arte del ricamo, del cucito, della lettura e della lavorazione dei dolci, delle proprie figlie, doti essenziali per una nobile donna dell’ottocento.
Dopo ben oltre due secoli di lustro, il secolo successivo, segnerà la scomparsa definitiva del monastero delle Benedettine, quando per effetto del regio decreto del 7 Luglio 1866, furono soppressi degli ordini e delle congregazioni religiose, con la conseguente confisca dei beni da parte del Governo. Molti dei sui beni mobili ed immobili, furono venduti ad asta pubblica, fortunatamente gran parte di essi, furono mantenuti grazie all’acquisto dall’arciprete vicarese Don Antonino Cangialosi.
Per la stima dei beni artistici custoditi nel monastero e nell’attigua chiesetta dell’annunziata, il Governo affidò l’incarico al pittore Luigi Aloisio Pizzillo, il quale, al dire del Butera, scelse il trittico di scuola fiamminga, rappresentante la Madonna con Bambino, per trasferirlo nella Galleria Regionale di Palermo (Palazzo Abatellis). Mentre, altre opere vennero trasferite nella Chiesa Madre.
Per ragioni non del tutto chiare, l’unica opera di tale provenienza, ad essere stata esposta fino ad oggi è quella raffigurante la Vergine Annunziata con l’Arcangelo Gabriele, mentre, per altrettanto inspiegabili motivi, la tela con i santi benedettini e l’Immacolata era stata dismessa dal telaio ligneo di supporto, e posta a marcire nel ripostiglio, destinandola ad un spiacevole perdita, se qualcuno non l’avesse ritrovata in tempo.
Fortunatamente, oggi, la pala d’altare, grazie a quanti come me, credono e amano l’arte, è tornata a splendere, visibile all’interno della seconda ca****la laterale a destra, della Chiesa Madre di Vicari.

Fonte: Mario Anzalone

Da non perdere!
25/05/2018

Da non perdere!

24/05/2018

********Vi aspettiamo per due grandi eventi**********
2 GIUGNO Inaugurazione del Castello
3 GIUGNO Giornata Nazionale delle Pro Loco d’Italia

San Francesco, SOS????Nella piazzetta di San Francesco è situato un complesso monumentale formato dalla chiesa di San Fr...
11/04/2018

San Francesco, SOS????

Nella piazzetta di San Francesco è situato un complesso monumentale formato dalla chiesa di San Francesco (ancora aperta al culto) e dall’ex-convento (oggi sede della Caserma dei Carabinieri).
Ambedue strutture si presentavano con il prospetto principale in pietra grezza dando quel tocco di stile semplice, lineare e severo mentre l’attuale facciata principale contrasta con il resto della struttura che ancora oggi conserva lo stile originario.
La chiesa venne consacrata e aperta al culto nel 1777 come è anche ben testimoniato da due targhe in marmo affisse ai due lati dell’ingresso principale in ricordo di tale avvenimento.
La chiesa è composta da tre navate con copertura a volta a botte con lunette, mentre una cupola poligonale su pennacchi sferici copre il transetto.
In genere l’elemento che da valore semantico ad una chiesa è il suo altare; quello maggiore della chiesa di S. Francesco è di pregevole fattura ed unico nel suo complesso artistico ed è composto da un fregio intagliato a mano con statua di S. Francesco.
Ad oggi il complesso sacro di S. Francesco non presenta uno stato di conservazione adeguato, in quanto all’interno della chiesa sono presenti una serie di deficit strutturali in attesa di essere sanate e non dimenticate del tutto.

Vicari insieme al suo affascinante complesso monumentale ingloba un insieme di riti e tradizioni.Una delle tradizioni po...
10/04/2018

Vicari insieme al suo affascinante complesso monumentale ingloba un insieme di riti e tradizioni.
Una delle tradizioni popolari di Vicari è quella della cosiddetta "vulata 'i l'angilu" (volo dell'angelo) che purtroppo è scomparsa da alcuni anni.
la "vulata 'i l'angilu" veniva celebrata in occasione della festività religiosa di San Michele Arcangelo (8 Maggio), con lo scopo di conferire solennità e richiamare maggiore partecipazione del popolo.
il rituale era solito svolgersi in un punto determinato del paese, esattamente all'inizio delle due vie parallele, etimologicamente: "n'capu u ferro" e "sutta u ferro", rispettivamente Via Principe Umberto I.
Dai balconi di due edifici posti l'uno di fronte all'altro partivano due corde con carrucole alle quali venivano appesi mediante due corsetti, due bambini nelle vesti di angeli.
Nel momento in cui il Santo festeggiato in processione si fermava in corrispondenza di questo punto i due angioletti venivano tirati fino ad incontrarsi, mentre un suono di tromba invitava la gente al silenzio.
Durante questo religioso silenzio i due angioletti recitavano dei versi scritti per l'occasione.
Alla fine di questa emozionante interpretazione che quasi quasi si potrebbe definire poetica, i due fanciulli liberavano due colombe come segno di pace e purezza. La volata dell' angelo negli ultimi anni che io mi ricordi, si faceva solo in occasione della festa di Santa Rosalia, e ancor prima anche per l'Assunta.
Per San Michele oltre alla "vulata 'i l'angilu", si svolgeva il giro delle torce infiorate ( grossi ceri impreziositi da fiori di carta realizzati manualmente) portati da fanciulli a cavallo vestiti da angeli.
Oggi purtroppo, questa tradizione non sempre è mantenuta, mentre rimane ancora, anche se in numero ridotto, il giro delle "redini", lunghe file di muli bardate a feste con nastri e fiocchi, dai quali i cavalieri alla guida lanciano coppettini di confetti, caramelle e calia alla gente per strada. A questi segue la.sfilata dei cavalli e tamburi.

Foto e recensione di Mario Anzalone  >
10/04/2018

Foto e recensione di Mario Anzalone

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L’attrattiva principale del Comune è certamente il Castello, che domina incontrastato su Vicari. Il Castello ha permesso...
09/04/2018

L’attrattiva principale del Comune è certamente il Castello, che domina incontrastato su Vicari. Il Castello ha permesso al paese di aumentare il suo rilievo nelle aree circostanti in quanto luogo di difesa ma anche come oggetto di contese per quelle popolazioni che ambivano alla conquista del territorio.
Dal Castello di Vicari è passata dunque buona parte della storia della Sicilia.
Aldilà delle supposizioni storiche, resta di fatto che la posizione panoramica del Castello, esposto ai quattro punti cardinali, è straordinaria: da qui si riesce a vedere il centro storico di Vicari con i suoi tetti in tipico cotto siciliano, ma anche tutto il territorio circostante e addirittura il mare guardando in direzione di Caccamo.

Dal famigerato A. Salinas in un suo dotto opuscolo intitolato La colonna del Vespro e il Castello di Vicari: "Le opere di fortificazione, come è naturale, son disposte secondo la giacitura stessa del monte, e per quanto l'opera del tempo e quella ancor più demolitrice degli uomini, abbia scalzate le fabbriche e però fattane cadere gran parte, pure il sistema generale di fortificazione si scorge chiaramente.
Si estende l'altopiano del castello da libeccio a greco; e dalla parte più accessibile una serie di mura merlate, o rari avanzi di queste, mostrano come l'approccio della fortezza fosse difeso da parecchie mura di cinta. Dal lato di oriente la roccia a picco non aveva bisogno di difesa..."
Il Castello è di una importanza storica grandissima, perchè in esso fu ucciso Giovanni di S. Remigio, giustiziere di val di Mazara, e ministro degno di Carlo D'Angiò, ma su questo fatto sarebbe meglio consultare la fonte fornitaci dall' Amari.

La Cuba faceva con molta probabilità parte della rete idrica dell'acquedotto arabo.La sua antica ubicazione era in apert...
09/04/2018

La Cuba faceva con molta probabilità parte della rete idrica dell'acquedotto arabo.
La sua antica ubicazione era in aperta campagna, praticamente immersa nel verde; col passare del tempo e con la successiva espansione del nucleo cittadino non rimase più in un territorio isolato ma divenne un elemento integrante del paese.
Essa è costituita da una apertura a cupola, e da quattro aperture a forma di archi ogivali con bugne a cuscino rivolti rispettivamente ai quattro punti cardinali ed è proprio per questa sua caratteristica che si è giunti a ritenere araba tale struttura.

Indirizzo

Via Principe Umberto I
Vicari
90020

Telefono

3202309265

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