Al centro di una zona considerata sin dall'epoca romana cruciale per il governo del Delta del Po, Voghiera e i territori circostanti devono alla loro posizione e alle proprietà dei terreni la loro fortuna agricola. Proprio in età romana si hanno testimonianze in queste terre di vasti campi di cereali, come il farro, ma è documentata anche la presenza di ampie coltivazioni di vite.Furono gli Estens
i, signori di Ferrara, a rilanciare il territorio di Voghiera e i suoi dintorni. Nel 1435, il marchese Niccolò III decise di far costruire a Voghiera il castello di BELRIGUARDO, una delle “delizie” dei duchi di Ferrara fuori dalle mura della città. Il castello, le cui parti pubbliche ospitano oggi il Museo Civico di Voghiera, divenne la reggia estiva della corte: un complesso di oltre trecento stanze, molte delle quali affrescate dai grandi maestri dell’Officina Ferrarese.Le prime testimonianze di coltivazioni di aglio a Voghiera risalgono proprio all’epoca del ducato estense. Il ritorno sotto l’amministrazione pontificia al termine del XVI secolo non interruppero la tradizione agricola di Voghiera e dei suoi dintorni. Nel corso dei secoli la coltivazione e la conservazione dell’aglio è stata curata e tramandata.Il suolo della pianura padana e le sue sabbie fluviali, unite alle particolari condizioni climatiche della zona, sono l’ecosistema che favorisce l’equilibrio tra qualità e aromaticità dell’Aglio di Voghiera.Oggi quello destinato alla coltivazione dell’Aglio di Voghiera DOP è un territorio nella provincia di Ferrara perfettamente delimitato, che comprende il Comune di Voghiera e parte dei comuni di Masi Torello, Portomaggiore, Argenta e Ferrara. Ogni anno vengono prodotti in media 100 quintali di aglio secco per ettaro coltivato: i terreni su cui si coltiva il pregiato bulbo vengono posti in rotazione quinquennale (ovvero si semina Aglio sullo stesso terreno una volta ogni cinque anni) per garantire l’Alta Qualità del prodotto.