23/09/2026
«𝐶𝑜𝑛 𝑝𝑜𝑐ℎ𝑖 𝑜𝑔𝑔𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑠𝑝𝑎𝑧𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑡𝑟𝑎 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑒 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑒. 𝐻𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑢𝑛 𝑡𝑟𝑎𝑑𝑢𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑜𝑛𝑖𝑐𝑜 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎 𝑓𝑢𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑏𝑒𝑛𝑖𝑠𝑠𝑖𝑚𝑜 𝑒 ℎ𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑚𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑐𝑙𝑢𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎𝑣𝑎 𝑖𝑛𝑔𝑙𝑒𝑠𝑒. 𝐼𝑛𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑠𝑢𝑝𝑒𝑟 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑣𝑒𝑑𝑒𝑛𝑡𝑖!»
Sono le parole di un visitatore, lasciate in una recensione su Google dopo il suo passaggio al Museo CiMA – Civico Museo di Allai. Le riportiamo perché dicono, meglio di qualsiasi presentazione, ciò a cui teniamo di più: che un museo pubblico è davvero pubblico quando nessuno resta fuori dal racconto.
𝐂𝐡𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐮𝐧'𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐚 può seguire la visita grazie a un traduttore vocale istantaneo che traduce e pronuncia in tempo reale il racconto della guida, in oltre 80 lingue. Basta chiederlo: spesso è la guida stessa a proporlo, quando si accorge che nel gruppo c'è chi non parla italiano.
𝐂𝐡𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐞𝐝𝐞 trova un percorso costruito per essere conosciuto con le mani: riproduzioni tattili dei reperti, che si possono toccare e girare tra le dita accanto agli originali; didascalie in Braille affiancate a quelle in nero; una linea guida in rilievo lungo il piano espositivo, con marcatori che segnalano la posizione di ogni oggetto, così il percorso si può seguire in autonomia.
E poi c'è la parte che nessuna soluzione tecnica può sostituire: 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚. Al CiMA la visita non è un elenco di didascalie lette ad alta voce, ma un dialogo. Bastano pochi oggetti, scelti e raccontati bene, per attraversare epoche e culture diverse — ed è proprio questo che il nostro visitatore ha riconosciuto.
Piccolo nelle dimensioni, ampio nell'accoglienza. È la nostra idea di museo di territorio.
Se conoscete qualcuno che ha rinunciato a visitare un museo temendo di non riuscire a seguirlo, condividete questo post: al CiMA c'è un modo per accogliere anche lui.
𝑃𝑒𝑟 𝑜𝑟𝑔𝑎𝑛𝑖𝑧𝑧𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑣𝑖𝑠𝑖𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑒𝑠𝑖𝑔𝑒𝑛𝑧𝑒 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑖𝑓𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑖 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑜: 𝑀𝑢𝑠𝑒𝑜 𝐶𝑖𝑀𝐴 +39 393 8032761.