10/10/2026
👋 Ciao Curiosi!
Questa volta un nostro reperto prepara le valigie! 🧳
🏺 Si tratta di una lekythos attica a fondo bombato a figure rosse, datata tra il 420 e il 400 a.C. Il vaso è attribuito alla scuola o alla cerchia del celebre Pittore di Meidias.
E cosa racconta❓
Al centro della scena c’è Tamiri, il celebre cantore tracio che, seduto con le sue vesti ricamate e gli stivaletti, tiene tra le mani la sua cetra (o lira). Intorno a lui compaiono le Muse, disposte su registri sovrapposti: alcune sedute con i loro strumenti musicali, altre in piedi, insieme al dio Apollo e a piccoli Eroti alati. 🎶
La storia di Tamiri è una di quelle che gli antichi non si stancavano di raccontare: secondo un mito antichissimo, ricordato già da Omero nell’Iliade, Tamiri era un abilissimo cantore e musicista. Talmente bravo da convincersi di poter sfidare persino le Muse in una gara di canto.
Spoiler: non finì benissimo. 😬
Tamiri p***e la sfida e le Muse, per punire la sua “hybris” — la sua superbia — lo privarono della voce, della vista e della memoria. Secondo la tradizione, dopo la sua morte fu persino trasformato in usignolo.
Questo vaso parte in viaggio verso Roma, dove dal 15 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027, nelle Uccelliere Farnesiane del Parco archeologico del Colosseo, si terrà la mostra:
✨ Saffo. Lo spirito della poesia ✨
Una mostra dedicata a Saffo di L***o, unica grande voce femminile sopravvissuta della letteratura greca arcaica, che racconta la poetessa attraverso due volti: la Saffo storica e poetica e la Saffo leggendaria, quella che nei secoli è diventata musa, icona e figura continuamente reinterpretata.
E allora, forse, non poteva esserci compagno di viaggio migliore di un vaso che racconta un poeta, le Muse e il potere della musica e della poesia, pronto a incontrare una mostra dedicata proprio allo spirito della poesia. 🎶📜
Buon viaggio, Tamiri! E mi raccomando… stavolta niente sfide alle Muse! 😉